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Tra sorprese positive e qualche delusione: l’analisi lucida del post-partita

Analisi e riflessioni sul momento del Napoli dopo il pareggio di Firenze. Tra i segnali di crescita sul campo, le sorprese positive (da Rafa Marín a Favasuli), il lavoro di Allegri e le note dolenti legate ad alcune prestazioni individuali, facciamo il punto sulla strada intrapresa dagli azzurri in vista della volata autunnale.

Le due squadre più in crisi delle prime tre giornate sono quelle che vanno alla sosta di tre settimane per le nazionali, con un risultato solo in apparenza modesto, perfino negativo: cioè un pareggio per 1-1 nella partita delle 12:30, caldissima, dell’ultima domenica d’estate, che ci prepara quindi al tour d’autunno del campionato.

Come stanno Fiorentina e Napoli? Stanno bene, e non fatevi ingannare dai commenti che magari troverete legati ai soliti luoghi comuni, perché è stata una partita bella, molto ben giocata, piena anche di occasioni, a dispetto del risultato che sembra striminzito, appunto 1-1. Ci sono stati due miracoli di De Gea nel secondo tempo, c’è stata una traversa e una super parata di Milinković-Savić a salvare il Napoli; c’è stato il gol di Gilmour, arrivato comunque nel complesso di una prestazione in cui il Napoli ha giocato molto in attacco, e c’è stato invece il pareggio della Fiorentina con il tiro di Gimenez, sfortunatamente per il Napoli deviato da Rafa Marín.

Apro e chiudo una parentesi: è stato l’unico neo di una prestazione, quella di Rafa Marín, che va tenuta in considerazione, perché questo era un giocatore dimenticato, mai utilizzato da Conte, reduce da un prestito in Spagna, ed è tornato a giocare da titolare 90 minuti tutte le partite. E secondo me è anche un valore aggiunto.

Nelle previsioni estive del Napoli di De Laurentiis, e anche di Allegri… Allegri contro Vanoli: questa era la sfida tra due allenatori che indubbiamente non godono di tanta “aura” nei racconti, eppure sono due allenatori estremamente bravi. Non è giusto paragonarli, anche perché hanno carriere diverse alle loro spalle, ma va detto innanzitutto che quello che ha fatto Vanoli in sostituzione di Fabio Grosso alla Fiorentina è notevolissimo, e non soltanto per la vittoria contro il Venezia, la vittoria in Coppa Italia e questo pareggio molto impegnativo con il Napoli, perché ha ridato alla squadra un’anima, la sensazione di giocatori che giocano uno per tutti e tutti per uno.

Ecco, quello che sembra in realtà calcio semplice, ma non è semplice avere una risposta come l’ha ottenuta Vanoli dallo spogliatoio, l’anno scorso quando è stato chiamato a salvare la situazione dopo Pioli, e quest’anno quando è stato chiamato a salvare la situazione dopo Grosso. Complimenti!

E complimenti anche ad Allegri, perché questo Napoli ha giocato una partita importante, ed è evidente come l’abbia giocata anche con ottime soluzioni tattiche, con trame molto piacevoli. Poi è naturale che il risultato dipenda anche da alcuni dettagli particolari, a volte coincidenze, però è un Napoli sulla buona strada.

E vedrete che sia Fiorentina che Napoli — che erano stati disintegrati e sotterrati dalle critiche dopo le prime tre giornate — alla ripresa del campionato, se non ci saranno rivoluzioni o comportamenti al momento inimmaginabili, si toglieranno delle belle soddisfazioni: la Fiorentina per arrivare a ridosso della zona Europa, il Napoli per arrivare a ridosso delle prime due che hanno qualcosa in più (Inter e Roma), e probabilmente anche il Como ha qualcosa in più, ma la lotta per un posto in Europa vedrà il Napoli protagonista, se continuerà a giocare come ha giocato contro la Fiorentina.

È stata una squadra anche molto piacevole da vedere, che ha ritrovato in Politano — ingiustamente dimenticato da Mancini nei convocati — un giocatore che ha offerto una prestazione di grande spessore, di grande orgoglio, di grande vivacità.

Certo, è durato un’ora e poi non di più; al suo posto è entrato Favasuli nell’ultima mezz’ora, e Favasuli ha confermato di essere un giocatore che puramente diventerà una risorsa per il Napoli nel futuro, sia da terzino quando Di Lorenzo avrà bisogno di un turno di riposo, sia più avanti, come in occasione delle ultime due partite: quella vinta contro il Bologna e quella pareggiata contro la Fiorentina.

Non tutto è stato bello per il Napoli, questo va detto, perché c’è un giocatore, forse il più atteso, che è mancato un po’ all’appello: De Bruyne è rimasto in campo per 90 minuti, ha avuto dopo un inizio abbastanza assente qualche iniziativa, ma non ha deliziato, diciamo così, non ha preso per mano la squadra come gli era accaduto in occasione della partita contro il Bologna.

In generale, Milinković-Savić ha fatto un’ottima partita, incolpevole sul gol, grande esperienza, ha addomesticato palloni che non erano facili, con la saggezza che è naturalmente riservata ai grandi. Anche in difesa, Rrahmani è stato sicuro, anche se a volte non sempre preciso e pulito negli interventi su Pellegrino, mentre Rafa Marín, secondo me, è una grande sorpresa: questo è un difensore che, se dovesse giocare con continuità le prime cinque partite di campionato più quella di Champions League, è un difensore che va considerato di buonissimo livello, anche titolare fisso nel Napoli.

Per quanto riguarda invece la fascia sinistra, buona la partita di Olivera su Mastantuono: Mastantuono s’è concesso i suoi soliti due o tre tiri a giro, ma Olivera l’ha controllato bene, senza la disattenzione che in un’occasione — quella della partita col Como — era costata invece il primo gol. È stato molto più attento, preciso e concentrato.

A centrocampo, note positive da Politano, e a sinistra Lang — che si è anche arrabbiato al momento della sostituzione — ha delle potenzialità, ha qualità, è un giocatore di categoria, e forse non è stato tanto servito o appoggiato nel gioco, perché il Napoli pendeva più dalla parte di Politano. Però anche Lang è uno che può fare di più, lo sa bene lui stesso, poi si può anche arrabbiare per la sostituzione, del resto ha un carattere abbastanza irascibile, ma è il primo che sa di poter fare molto di più.

E anche Neres, che è entrato al suo posto, può fare di più, perché anche lui ha qualità non banali tecnicamente; però è chiaro che quando punti l’uomo e tenti il dribbling, poi il pallone non te lo devi scordare, sennò diventa qualcosa di abbastanza surreale. Il gioco di Neres, comunque, avrebbe un commento complessivamente molto migliore se De Gea non avesse fatto proprio su di lui la parata più bella della domenica, come peraltro è stata molto bella quella sul colpo di testa di Favasuli. Favasuli è entrato bene, lo ripeto ancora una volta: è una realtà, anche per la sua duttilità nell’essere un’alternativa sia a Di Lorenzo in certe partite, sia a Politano in altre.

Le note negative sono arrivate da altri giocatori. Finisco con la rassegna di quelli in positivo: Lucca ha fatto il suo, Lucca stavolta ha fatto il suo, non ha commesso errori, anzi ha giocato con impegno, rischiando forse solo in difesa, dove però non si trova a suo agio. In avanti ha protetto il pallone quando c’è stato da appoggiare il gioco e da rendersi punto di riferimento, e lo ha fatto molto bene.

Le tre delusioni, se vogliamo, arrivano dai giocatori più attesi:

Højlund, che è andato in profondità con insistenza e caparbietà, ma in un paio di occasioni ha scelto la soluzione più difficile, di conseguenza sbagliando il momento del passaggio decisivo.

Un’altra delusione, limitatamente a questa partita, riguarda De Bruyne: ha una tale classe che evidentemente ha sofferto il fatto di giocare tante partite e di non avere forse un’autonomia di 90 minuti. Non ha brillato: contro il Bologna si era preso sulle spalle la squadra, stavolta no.

Poi la grande delusione, limitatamente ai 5 minuti che ha giocato, è stata Anguissa: d’accordo che non s’è allenato, d’accordo che era reduce da un infortunio, ma entri a 5 minuti dalla fine e sei stato uno di quelli che ha corso meno? Ecco, io dico va bene tutto, però un giocatore come Anguissa, con tutte le sue qualità, le sue caratteristiche, la sua forza fisica e la sua pericolosità, vederlo entrare per 5 minuti e non dico passeggiare ma quasi, mi è sembrato qualcosa di inspiegabile. Siete daccordo?

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