Un’attenta e severa analisi sul ridimensionamento del Napoli, che riflette sulla delusione di tifosi traditi da false promesse di mercato, su una rosa corta. Esaminiamo con lucidità la crisi attuale della squadra.
Innanzitutto partiamo da un concetto: quale significato dare, quale valutazione, quale dimensione dare al Napoli oggi? Se non mi sbaglio, negli ultimi dieci anni il Napoli è stato uno dei primi club in Europa. Cioè, la partita che abbiamo visto dopo tre sconfitte consecutive… (la partita con il Bologna al Maradona vinta dal Napoli per 1 a 0) è la partita, la vittoria di uno dei primi club in Europa? Sicuramente no.
Che cosa è successo? È successo che questa squadra è stata non solo lasciata invecchiare, ma è stata sventrata da una serie di acquisti sbagliati, di sprechi nel biennio, ma magari anche prima. Lentamente questa squadra ha perso quota, ha perso valore, ha perso freschezza, perché è aumentata anche di un anno l’età media, e quando si invecchia è chiaro che ci si ossida.
Quindi, che cosa dobbiamo dire? Che è stato un gravissimo errore non partecipare al mercato come si deve? Ma il Napoli si era già svenato negli ultimi due anni. Lo so, però che colpa hanno i tifosi del Napoli che, in 24.000, hanno fatto l’abbonamento? Che hanno letto i giornali, e ogni giorno leggevano che il Napoli stava prendendo uno, due, tre, quattro calciatori importanti?
Hanno pensato: “Ci prepariamo a una stagione importante, ricca ed emozionante, perché sicuramente il Napoli, come per i teatri importanti, presenterà un cartellone di tutto rispetto“.
E il Napoli invece chi ha comprato? Nessuno. Anzi, oggi si parla di un giocatore di cui pochi conoscevano l’esistenza, bravissimo in Serie B, ma comunque un nome che, siccome non fa parte dei grandi circuiti dei mercanti che sono i padroni del calcio in Europa, era rimasto a Catanzaro. Pur sentendo dire che era bravissimo, che aveva fatto un buonissimo campionato a Catanzaro, il Napoli è riuscito ad averlo in prestito per un milione, e se va bene il Napoli lo comprerà – questo lo sapremo a fine anno, per 6 milioni.
E il famoso attaccante da mettere accanto a Hojlund, e l’alternativa a Di Lorenzo, era questo qui, questo giocatore? Va bene. Poi, l’alternativa ad Anguissa chi è? Non si sa. Un giocatore da mettere accanto, come si diceva… un attaccante addirittura, quello che stava per andare in Premier e poi è andato a Barcellona, ottimo giocatore trentenne, un po’ usurato… bene, non è arrivato nessuno!
Tanto è vero che c’è ancora Lucca, che è un giocatore che era stato bocciato appena acquistato, spedito via in prestito e subito rispedito al mittente. Questo è il giocatore che fa da alternativa! Ditemi voi: questo Napoli, così come lo abbiamo descritto – e se non siete d’accordo ditemi cosa ne pensate –, è ancora oggi un club che può essere definito tra i primi club d’Europa?
Gli anni passano, e l’età è passata per il Napoli. I giocatori hanno ancora dei problemi riconducibili allo scorso anno (tenete presente che io faccio il tifo per il Napoli, non è un contraddittorio questo).
Allora, che significa? La squadra che i napoletani vorrebbero, e a cui hanno confermato il loro amore acquistando, alcuni con fatica, un abbonamento – perché sono sempre 24.000 persone, questo pubblico, questi tifosi, ormai il Napoli è una squadra di rango e bisogna rispettarla –, la squadra che abbiamo visto finora è una squadra che ancora non c’è.
Di diversi calciatori un po’ ossidati uno di questi è Politano, e si vede quando entra Favasuli la differenza che c’è stata tra i due. Cioè, se non si dà la possibilità a un giocatore che ha dato tantissimo, che ha dato la vita per questa squadra, se non gli si dà la possibilità di rimettersi a posto, di riposarsi, di ritrovare il tono, l’agilità, la freschezza… e come si ottiene questo, con i ricambi in panchina.
L’anno scorso il Napoli con 43 infortuni è riuscito ad arrivare al secondo posto, anche se con 15 punti di distacco dall’Inter, perché aveva una rosa ampia e di buona (discreta) qualità.
Oggi molti giocatori non ci sono più, sono stati liquidati con dei prestiti addirittura gratuiti pur di alleggerire e abbassare il monte ingaggi, oggi il Napoli non ha neanche una rosa ampia e qualitativa. E quindi l’allenatore è costretto ad amministrare quelle poche energie che ci sono, perché ci sono ancora degli infortuni, a cominciare da Meret.
E abbiamo visto la differenza che c’è tra Meret e Milinković, il gol che per fortuna è stato annullato per questioni di centimetri per fuorigioco: abbiamo visto su quella palla Milinković come ci è andato.
Vogliamo parlare di calcio? Cioè, noi dobbiamo decidere: vogliamo parlare di calcio a livello di competenti, di studiosi del calcio? E allora facciamo sul serio. Se vogliamo ragionare come al circolo, al Bar dello Sport, dove tutto va bene quando si vince e tutto va male quando si perde… allora è tempo perso. Voi cosa ne pensate?

