Un pareggio che fa rumore e accende la crisi. Con soli 7 punti nelle prime 5 partite, il Napoli di Massimiliano Allegri frena a Firenze e mostra tutti i suoi limiti attuali. Tra una prestazione da rivedere, telecronache troppo ottimiste e la dura presa di posizione del tecnico – furioso per la mancanza di rabbia della squadra e i problemi di “pancia piena” – l’analisi spietata del momento no degli azzurri, tra scelte di formazione, cambi discussi e obiettivi Champions che iniziano a scricchiolare.
Il Napoli a Firenze non ce l’ha fatta. Il Napoli non è riuscito a chiudere il miniciclo di 5 partite, come lo aveva definito Allegri, con un’altra vittoria. Il bilancio è chiaramente questo: 7 punti nelle prime 5 partite. Cominciamo col dire che da parecchio tempo il Napoli non partiva così male: persino il tanto vituperato anno di Garcia, la stagione 2023-2024, non aveva visto una partenza così negativa.
Tale è la partenza del Napoli guardando i punti conquistati e i risultati, però devo dire che oggi, dopo la gara con la Fiorentina, quello che va analizzato secondo me è meglio — più che il risultato, e vi spiegherò perché — è la condizione generale del Napoli e soprattutto l’allarme che Massimiliano Allegri ha lanciato dopo la gara. Un Allegri abbastanza indispettito, dal mio punto di vista, nel suo commento alla partita e a questo pareggio che obiettivamente non ci lascia tranquilli, non ci lascia del tutto ottimisti e sereni per più di un motivo.
Comincerei proprio dalle parole di Allegri, anziché cominciare dalla partita; cominciamo anche dalle parole del mister che ha parlato, ovviamente, in tutte le varie sedi, conferenza stampa, eccetera. Allegri ha parlato di problemi, l’ha detto lui, e attenzione: ha detto «Se non usciamo dal campo arrabbiati dopo questo pareggio, è un problema».
Allegri ha smentito rapidamente chi, in maniera secondo me incomprensibile, ha parlato di una buona prestazione, di un Napoli in crescita, di un buon punto. Io non commento mai le telecronache — ho ascoltato la telecronaca di DAZN, veramente non le commento mai per tanti motivi —, ma oggi mi è sembrata surreale, mi è sembrata una telecronaca proveniente da un’altra dimensione, da un altro pianeta, capace di soprassedere su tante cose non belle viste in campo e addirittura di parlare di un buon pareggio. Poi, dopo le parole di Allegri, anche chi aveva raccontato la partita ha aggiustato, per così dire, i toni.
Insomma, Allegri era arrabbiato, era deluso. Del resto, coerentemente, lui aveva dato molta importanza a questa partita, l’aveva caricata, come si suol dire, chiedendo una vittoria per chiudere bene questo ciclo prima della sosta, della doppia sosta di due settimane. La vittoria non è arrivata: il Napoli è andato in vantaggio, è stata una gara in cui poteva succedere di tutto, la Fiorentina ha pareggiato, il Napoli poteva vincerla, poteva perderla e, chiaramente, come è accaduto, la poteva anche pareggiare.
Però in questa gara si sono visti un po’ tutti i difetti, tutti i problemi che in questo momento questa squadra ha, e che a mio avviso oggi non sta dimostrando di essere all’altezza di arrivare tra le prime quattro in classifica, pur avendo tutte le potenzialità per farlo. Però le parole di Allegri mi hanno colpito, perché Allegri — non dico che abbia puntato il dito sui calciatori, perché non voglio arrivare a tanto, però ha detto: «Io voglio vedere i calciatori arrabbiati; se non siamo arrabbiati per questo pareggio, c’è qualcosa che non va, allora è un problema» (ha usato questo termine) e ha detto: «Non dobbiamo pensare di essere più bravi degli altri», un qualcosa di cui personalmente avevo già parlato tempo fa.
Il Napoli ha un po’ la pancia piena, con tanti calciatori che magari non hanno quella voglia, quella grinta. Allegri si è arrabbiato molto per qualche palla che non è stata seguita, qualche cross morto in area di rigore avversario senza nessuno che andasse ad aggredire la palla.
Ha provato a tenere il Napoli vivo fino alla fine con dei cambi che hanno fatto discutere. C’è anche qualche sua responsabilità: avrei voluto vedere Vergara in campo, ad esempio, anziché Cajuste (che era stato già scaricato da Manna, poi ne parleremo nei prossimi giorni su questo rinnovo che non c’è, non ci sarà, non c’è nessuna trattativa).
Avrei voluto vedere Vergara in campo anziché Cajuste, o Politano che ha giocato solo un tempo — beh, poco più di un tempo, l’avrei tenuto in campo un po’ di più — magari avrei tolto Di Lorenzo, che non mi è piaciuto. Tante situazioni che in telecronaca non sono state neanche evidenziate.

