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Allegri tuona dopo il pari: “I 7 punti non bastano, serve qualcosa in più da tutti”

Analisi senza filtri di Allegri dopo il pareggio contro la Fiorentina. Il tecnico sottolinea i progressi difensivi ma evidenzia i limiti realizzativi e la mancanza di lucidità negli ultimi metri: “Dobbiamo essere molto arrabbiati, potevamo fare più di sette punti”. Spazio anche al punto sugli infortuni (Anguissa), la gestione dei cambi e il programma di recupero per David Neres durante la sosta.

Questa difficoltà realizzativa, non negli ultimi semplici metri ma nelle scelte, è un problema che continuate a manifestare o è solo una mia impressione? Mi dica.

E speriamo di risolverlo, perché a tutte le vie d’uscita e a tutti i problemi bisogna trovare una soluzione. Sicuramente, se usciamo dal campo oggi contenti del pari, vuol dire che non va bene. Oggi bisogna essere molto arrabbiati contro una buona Fiorentina, perché comunque ha avuto due situazioni nel primo tempo — diciamo — dove sulla traversa ci siamo salvati, però poi abbiamo avuto tante occasioni.

Nel secondo tempo, invece, abbiamo fatto secondo me un po’ meglio e stiamo migliorando nella fase difensiva quando siamo sul blocco basso. Nel gioco, quando sviluppiamo, la cosa che ci manca è quel pizzico di lucidità e cattiveria quando siamo dentro l’area: questo è quello che ci manca.

Giornalista (Il Mattino e poi Corriere dello Sport): Che è successo con il cambio? Avevamo visto Vergara che stava per entrate, poi lei ha cambiato idea.

Ho cambiato idea perché in quel momento lì ci poteva dare una mano. Mancavano 5 minuti, ho messo dentro Anguissa che poi credo abbia avuto un risentimento di nuovo, e vediamo: starà fermo venti giorni, quindi speriamo che recuperi. E Vergara, per come la penso io, ho lasciato dentro De Bruyne perché comunque, con la qualità che ha, si poteva trovare una giocata o un’imbucata importante.

Giornalista (Corriere dello Sport): Salve Mister, aveva detto che quella con Bologna e Fiorentina sarebbero state le partite più difficili, prima poi di affrontare un ciclo di 9 partite fino alla prossima sosta. Il bilancio di questo “uno-due” è soddisfacente? Al di là di quello che diceva oggi, comunque quattro punti mi sembra che la squadra sia ripartita.

La squadra in termini di punti ha fatto tre punti in casa e uno fuori, però è una questione… se facciamo delle prestazioni indipendentemente dall’opinione — che è dettata molto dal risultato — va bene. A Milano hai fatto una buona prestazione ed esci sconfitto; col Como comunque hai fatto una buona prestazione, concedendo due gol molto facili. Ma anche oggi abbiamo avuto delle situazioni dove abbiamo rischiato molto su palle in uscita facili, e quindi qualcosa va migliorato, altrimenti i 7 punti che abbiamo fatto non sono assolutamente tanti: potevamo farne di più. Quindi quello che abbiamo fatto non basta per scalare la classifica, e dopo la sosta bisogna metterci qualcosa in più tutti, primo io.

Giornalista di Canale 21 e a chiudere Cronache di Napoli: All’ottantaquattresimo Vergara… De Bruyne sembrava un po’ stanco (tra l’altro Vergara è stato appena convocato in nazionale, diamo spazio ai giovani!). Poi magari li vediamo entrare all’ottantaquattresimo. Ci vuole spiegare questa mancata presenza in campo prima di Vergara? De Bruyne sembrava molto stanco.

L’ho appena detto. Ho detto che in quel momento lì la partita era più lenta, e quindi, un giocatore d’esperienza, ci poteva dare un ultimo passaggio, una qualità sicuramente superiore rispetto a Vergara. Antonio è un ottimo giocatore, ma è sicuramente più di incursione; avevo dei centrocampisti che erano un po’ stanchi, ho rischiato, ho messo dentro… e purtroppo sembra che [Anguissa] abbia risentito un fastidio all’inguine. Però poi dopo, magari, mi chiedete: “E se mettevi dentro Vergara e in contropiede prendevamo gol, cosa mi diceva lei?”. Il calcio col senno di poi non va da nessuna parte. Io credo che la partita sia stata fatta bene, ci manca quel pezzettino negli ultimi quindici metri.

Giornalista di Cronache di Napoli: Buongiorno, eccomi qua. Le volevo chiedere come valuta la prova di Neres, che è sembrato comunque un po’ indietro di condizione. Se magari nella sosta si approfitterà per fare un lavoro magari specifico di recupero anche fisico.

Ma guardi, io credo che l’ultima partita che Neres ha giocato per intero sia stata l’anno scorso a gennaio; quindi è passato quasi un anno, quasi come se avesse fatto il crociato. Benissimo: l’unico modo che conosco io è quello di fargli fare le partite. Durante la sosta faremo due amichevoli per vedere di mettere in condizione non solo lui, ma anche altri giocatori importanti, quelli che hanno giocato un po’ di meno o rientrano ora dopo il rientro dalle quattro partite delle nazionali.

Sicuramente ci sarà bisogno di tutti i giocatori, perché abbiamo 9 partite; poi, oltre alle partite, la pesantezza delle trasferte — che devi tornare, devi viaggiare — l’entità è tale che c’è bisogno di tutto il gruppo e delle migliori condizioni. Però io credo che l’unico modo sia fargli fare le partite.

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