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Napoli, difesa ok ma l’attacco non gira: l’analisi alla sosta del campionato

Il periodo di sosta del campionato arriva in un momento molto delicato per il Napoli. Tra prestazioni deludenti, difficoltà a fare gol e voci di spogliatoio, la squadra è chiamata a una svolta decisiva nelle prossime settimane. La nota positiva in vista della ripresa è il recupero dei giocatori chiave attualmente ai box. Ritrovare pedine fondamentali come McTominay e Meret (oltre alla graduale ripresa di De Bruyne) potrebbe restituire qualità, fisicità e la condizione fisica precaria vista in questo avvio di stagione.

Entriamo quindi nel lungo periodo della sosta di campionato: ben due settimane più un’altra settimana, anche se sarà un po’ più breve perché il Napoli tornerà in campo sabato 10 ottobre per preparare la sfida con il Frosinone. Io proprio a questo pensavo: se il Napoli visto in queste prime uscite deve sfidare il Frosinone visto ieri con il Como, di certo non è una sfida facile. Non voglio dire che il Napoli deve temere il Frosinone, però sicuramente non bisogna fare l’errore di pensare che ora comincia un periodo facile, per due motivi: il primo è il valore dell’avversario, l’altro è quello che il Napoli non riesce ad esprimersi in questo inizio di stagione.

Sei partite complessive: 5 di campionato e una di Champions League. Bottino magro: in Champions è arrivata una sconfitta, in campionato il Napoli ha soltanto 7 punti in classifica. Sono pochi, ma soprattutto sono soli 7 i gol segnati! Vedevo una statistica che descriveva il Napoli così scarso a livello realizzativo addirittura dai tempi della Serie C. Insomma, non ci siamo, non ci siamo. Ci sono tante cose che non vanno, toccheremo vari punti: parleremo di quello che è successo ieri al Franchi, ma andremo anche a parlare di queste voci di dissapori nello spogliatoio del Napoli, voci che io riporto e che potrebbero in qualche modo far capire che c’è un clima, diciamo, non semplice. E poi c’è il silenzio, il silenzio del presidente De Laurentiis. Però proveremo a essere anche ottimisti e in qualche modo propositivi.

Cominciamo dalle parole di Lang e dalle parole di Gilmour di ieri, chiaramente nel post-partita di Fiorentina-Napoli. C’è una cosa che ieri mi era sfuggita: Lang ha detto «ci guardiamo poco». Insomma, spiegava che non gli sono arrivati palloni, questo al di là della sua prestazione eccetera. Lasciamo perdere, ha detto «ci guardiamo poco, ci cerchiamo poco». È una frase che mi ha fatto riflettere, perché mi fa capire come ci sia qualcosa anche a livello di scollamento tra i giocatori del Napoli, che andrebbe sicuramente migliorata, e “migliorata” è dir poco.

Ma mi colpisce ancora di più quando Gilmour ha detto «tutto sommato, è andata bene, la prestazione è stata buona». Gilmour, forse è l’unico a essere contento della prestazione del Napoli e del pareggio. Ricordate, no? Durante la telecronaca incredibilmente ho sentito dire che il Napoli stava facendo una buona prestazione. Ripeto, non voglio infierire, non ce l’ho con nessuno, l’ho trovato sconcertante sentir dire, soprattutto da parte di Marcolin, che il Napoli era in crescita, che aveva giocato bene. Poi, se vedete, questo tipo di commenti sono poi totalmente spariti nel corso delle ore. Vabbè.

Ma cosa sono queste parole così contrapposte? Di solito i calciatori di una squadra dovrebbero dire tutti la stessa cosa, non perché si mettono d’accordo, ma perché il pensiero, l’idea è condivisa, è comune. Invece sentire questi due pareri opposti… Allegri che dice che se i giocatori escono dal campo non arrabbiati allora è un problema. Insomma, fa capire che il gioco del Napoli si abbassa dopo aver segnato — ed è vero, ha fatto vedere i dati con le occasioni che il Napoli concede quando si abbassa — però mi sembrano degli aspetti secondari, e questo un po’ mi comincia a preoccupare, perché forse il problema maggiore è innanzitutto un Napoli che non segna.

Quindi avete visto come la difesa, alla fine, che tanto preoccupava, forse non dico che è l’ultimo dei problemi, ma non è il problema principale: il vero problema è l’attacco che, al di là di chi c’è — Højlund o manchi Lucca, ancor peggio — crea poco, crea davvero troppo, troppo poco, e non va bene.

Ma se a questo aggiungiamo una squadra che ha un atteggiamento poco combattivo, poco reattivo, pauroso, con poca fame, allora si vengono a capire tante cose, tante difficoltà. E Allegri adesso ha un mese più o meno di tempo — due settimane più una per preparare la partita contro il Frosinone, due settimane della sosta.

Perché? De Laurentiis è silente: ha fatto dei tweet a inizio stagione, allegria eccetera, insomma, ha provato un po’ a “pompare” Allegri, poi sono arrivate le sconfitte, le tre consecutive, e si è eclissato. Occhio ad accusare De Laurentiis di non essere presente allo stadio e di essere scomparso, perché, per chi non lo sapesse, De Laurentiis sta vivendo dei problemi, delle difficoltà in famiglia, e quindi non può essere così presente intorno al Napoli per motivi assolutamente personali e delicati.

Direi di parlare di questo: De Laurentiis è preoccupato. Io leggevo oggi, tra l’altro, cito Repubblica, che ha parlato proprio di un Allegri deluso da De Laurentiis, e Repubblica ha parlato anche di questi dissapori a Castel Volturno, anche forse qualche litigio, un clima, diciamo, non semplice. È una notizia data da Repubblica, io non ho fatto verifiche particolari, quindi la riporto così com’è, voglio chiarire, quindi non sono io a dire questa cosa.

E io non direi che oggi Allegri è deluso da De Laurentiis: Allegri si è preso le sue responsabilità, Allegri non è un fesso che accetta di farsi, tra virgolette, fregare e prendere una squadra che non è quella che lui si aspettava. Allegri ha accettato le condizioni che De Laurentiis gli ha proposto, cioè di non fare mercato, di puntare su una squadra che sarebbe già forte, che senza infortuni poteva fare una grande stagione, obiettivo vincere trofei, lo ha detto Allegri. Quindi Allegri si deve assumere le proprie responsabilità. Oggi Allegri non può essere deluso dopo un mese dall’inizio del campionato: Allegri non è deluso da nessuno, è deluso sicuramente dai calciatori per quello che fanno vedere in campo, proprio a livello di fame e di grinta, e lo ha detto lo stesso Allegri.

Chi invece potrebbe essere deluso è il presidente De Laurentiis, che a quanto si dice — e qui invece sono io che vi riporto, diciamo così, la notizia, l’indiscrezione dell’ultima ora— ritiene che Allegri meriti di lavorare durante la sosta senza 10 nazionali e poi, dopo la ripresa, con il rientro dei vari infortunati, con una o due settimane di tempo per lavorare ancora, dovrebbe cercare di dare una scossa al Napoli, rimettere questo Napoli in piedi, farlo tornare, o direi iniziare a correre, sia dal punto di vista della grinta e dell’atteggiamento, ma anche dal punto di vista dei gol.

Qui lo dico io: se ieri dicevo che Allegri non è in discussione, oggi lo ripeto, però se dopo la sosta e dopo le prime due partite — cominciamo col Frosinone — le cose non dovessero andar bene, se l’andazzo è questo, beh, allora sicuramente si può anche poi immaginare un futuro complicato per l’allenatore del Napoli.

Però De Laurentiis si è dato questo tempo, da qui anche la miniatura e il titolo: “Un mese da oggi“, tanto per capirci, per vedere se riesce a risolvere i problemi, perché la responsabilità è di Allegri. Qui non siamo pro o contro Allegri, io qui cerco di fare un discorso sempre molto oggettivo, spero che riesco a trasmettere, insomma, quello che voglio dire. Però il tempo l’allenatore lo deve avere, lo avrà, ma De Laurentiis sta aspettando e naturalmente sta valutando.

Poi c’è la lettura ottimistica della situazione, che io condivido e che però non voglio far passare in secondo piano, ossia quella che il Napoli deve ritrovare gli uomini. Mi riferisco agli assenti, su tutti McTominay, ci metto anche Meret, che dovranno rientrare. Probabilmente rientreranno dopo la sosta, De Bruyne forse ci metterà un po’ più di tempo, ma già ritrovare McTominay sarebbe fondamentale e ritrovare soprattutto la condizione, che oggi è precaria.

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